Lavorare fino al nono mese di gravidanza: i pro e i contro
A cura di: Redazione
Lavorare fino al nono mese, in caso di gravidanza fisiologica, non è controindicato. Per una donna che ama il suo lavoro e lo svolge in un clima sereno questo può essere una grande fonte di soddisfazione ricca di benefici psicologici.
Se durante la gravidanza si presenta qualche disturbo e la futura mamma sente il bisogno di riposare e dedicarsi a se stessa, oppure in caso di patologie, lavorare fino al nono mese potrebbe diventare un problema.
Eleonora Zucccarini, ostetrica ospedaliera e fondatrice dell'Associazione L'Anfora per il sostegno della maternità e della salute della donna, ha spiegato che questi segnali possono rivelare necessità molto importanti, per cui non dovrebbero essere sottovalutati, in modo da non sfociare in disturbi più seri.
Le donne indecise dovrebbero prendersi un po' di tempo per ascoltare il proprio corpo e parlare con qualcuno che rispetti la decisione fatta.
È importante conoscere i propri desideri, le proprie necessità, il bisogno di riposo e valutare se il viaggio per andare al lavoro potrebbe disturbare il bambino o se non c'è possibilità di fare una pausa. Il corpo parla e fornisce tutte le risposte necessarie.
Se la donna sceglie di lavorare fino al nono mese può predisporre di piccoli pasti da consumare in ufficio. L'ideale sono la frutta e la verdura. L'ostetrica consiglia un pasto principale leggero e vario, quindi non solo panini ma anche insalate di pasta, riso, quinoa e miglio.
Nell'ultimo mese di gravidanza è fondamentale l'idratazione, ovvero due litri di acqua al giorno. Sarebbe opportuno integrare anche dell'attività fisica.
Durante gli ultimi mesi è importante avere sempre dietro tutti i documenti della gravidanza e la valigia per l'ospedale. Di solito il travaglio non parte improvvisamente ma dà delle avvisaglie per diverse ore, se non giorni, e questo consente alla donna di prepararsi per la nascita.
Quando iniziano queste avvisaglie può decidere di stare a casa. Se iniziano le contrazioni dolorose in ufficio o si rompono le acque, dovrà immediatamente recarsi in ospedale.
La legge offre alcune tutele per chi sceglie di lavorare fino al nono mese. Chi lavora in piedi ha diritto di stare seduta almeno metà dell'orario. Le donne hanno diritto a non essere assegnate alla movimentazione dei carichi, ai turni di notte o all'esposizione a sostanze chimiche. Non sono ammessi lavori pericolosi, faticosi o insalubri.
Le future mamme devono sempre prestare ascolto al proprio corpo e al bambino. Le esigenze della gravidanza hanno la precedenza rispetto al lavoro. La gravidanza non è una malattia e consente di fare tutto, ma è sicuramente un periodo molto particolare e delicato, ricco di cambiamenti fisici, emotivi, psicologici e relazionali. Per cui la cura e l'attenzione sono essenziali.
Ovviamente ci vuole il benestare del medico per la prosecuzione dell'attività lavorativa. Spetta comunque alla donna nel corso dei mesi capire i segnali ed eventualmente decidere di rimanere a casa.
Fonte:
dolceattesa.com
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