La musica è importante per i bambini: lo conferma la scienza
A cura di: Redazione
Tra la musica e i bambini può andarsi a creare un legame meraviglioso, che può portare tantissimi benefici. Esistono diversi studi scientifici che confermano quanto la musica può essere importante per i bambini.
Per esempio, aiuta a rendere molto meglio nelle materie scolastiche. A confermarlo è una ricerca della British Columbia University, pubblicata sul "Journal of Educational Psychology". Gli studenti delle scuole superiori che seguono corsi di musica ottengono risultati migliori a scuola.
La ricerca, come ha spiegato Peter Gouzouasis, autore dello studio, ha dimostrato che la convinzione che la musica sia una materia secondaria è sbagliata, in quanto gli studenti che si impegnano in questa materia rendono meglio anche nelle altre.
Gli studenti che alle elementari hanno imparato a suonare uno strumento musicale e che hanno continuato a studiare hanno ottenuto punteggi molto più alti, arrivando a dimostrarsi di circa un anno in anticipo rispetto ai coetanei.
Secondo uno studio guidato da Catherine Loveday, uno dei maggiori psicologi dell'Università di Westminster, i bambini che ascoltano reggae e musica classica diventano adulti con la mentalità più aperta. I ricercatori hanno studiato i dati raccolti da O2, azienda che fornisce servizi di telecomunicazione nel Regno Unito, che ha valutato su 2.000 adulti come la musica ha influito sul loro comportamento. Gli adulti che sono stati stimolati con l'ascolto di vari generi musicali durante l'infanzia hanno un desiderio maggiore di mettersi in gioco e una mente più aperta.
Le lezioni di musica possono portare benefici molto grandi nei bambini piccoli. Prima si fa iniziare a studiare uno strumento musicale meglio è.
Secondo uno studio tedesco la musica migliora le abilità cognitive e non cognitive più del doppio rispetto ad attività come sport o teatro. I bambini che studiano musica hanno capacità cognitive e voti scolastici migliori e sono molto più aperti, responsabili e ambiziosi.
Studiare musica migliora la capacità di lettura, di ragionamento matematico e spaziotemporale e dei voti scolastici. Aumenta il quoziente intellettivo, aiuta ad imparare nuove lingue, stimola l'udito, rallenta l'invecchiamento, rafforza la corteccia motoria, aiuta a gestire l'ansia, migliora l'autostima e rende più creativi.
Secondo una ricerca americana lo studio della musica aiuta ad allenare le funzioni del sistema nervoso grazie all'attenzione agli stimoli acustici. La conseguenza è una migliore capacità di parlare e leggere, con un evidente miglioramento delle abilità del linguaggio e cognitive. Servono almeno due anni di lezioni di musica per avere visibili cambiamenti nella struttura del cervello e delle abilità di linguaggio dei bambini.
Secondo uno studio americano, pubblicato sul "Journal of Neuroscience", i bambini che studiano musica hanno migliori capacità di ascolto, soprattutto in ambienti rumorosi. Nina Kraus, coordinatrice dello studio, ha spiegato che hanno notato che le lezioni di musica a breve termine sviluppano l'ascolto e l'apprendimento nel lungo periodo. Da adulti il modo in cui si percepiscono i suoni dipende dalle esperienze musicali durante la crescita.
Prendere lezioni di musica da bambini, inoltre, aiuta ad invecchiare meglio. La velocità con cui il cervello elabora e discrimina i suoni è una delle prime abilità che viene intaccata dall'invecchiamento. Gli studiosi hanno scoperto che chi studia musica da bambino ha una risposta cerebrale alla percezione del suono di un millesecondo più veloce rispetto a chi non ha seguito lezioni di musica.
Un team di ricercatori dell'Università Bicocca di Milano ha scoperto che suonare uno strumento comporta una modifica del cervello, che cambia a seconda dello strumento suonato. Gli studiosi hanno scoperto che quando si ascolta il suono del violino la cortecca prefrontale di un violinista si impegna poco, quella di un musicista un po' di più e quella di chi non suona molto di più. La corteccia prefrontale codifica gli stimoli, legge ed interpreta la realtà ed è sensibile alla familiarità. Alice Mado Proverbio, docente di neuroscienze cognitive della Bicocca, ha spiegato che il cervello dedica un'attività elaborativa meno intensa alla codifica di materiale familiare per questo diventa possibile stabilire quale strumento suona una persona di cui non si conosce nulla.
La musica riesce ad attenuare l'ansia, ad aumentare la capacità di concentrazione e a migliorare il controllo sulle emozioni. A confermarlo è uno studio condotto alla University of Vermont College of Medicine, pubblicato sul "Journal of American Academy of Child & Adolescent Psychiatry".
Gli esperti hanno notato che la formazione musicale è stata associata ad un ispessimento corticale in aree del cervello legate al funzionamento esecutivo, al controllo inibitorio e all'elaborazione delle emozione.
Studiare musica non solo aiuta a sviluppare la creatività, ma porta anche grandi benefici in generale.
Fonte:
nostrofiglio.it
Leggi anche:
Giocare con le bambole: i benefici per i bambini
Bambini dislessici: come percepiscono il mondo
Maschi e femmine hanno lo stesso livello di comprensione della matematica




