Il singhiozzo del bambino nel pancione
A cura di: Redazione
A partire dalla sedicesima settimana di gravidanza il bebè inizia a farsi sentire. Inizialmente si tratta di semplici "sfarfallii", che si percepiscono soprattutto a riposo, ma poi diventano veri e propri calcetti, segno che il piccolo cresce, diventa più forte e vuole farsi sentire.
A volte i colpetti sono un po' diversi e intermittenti e possono far preoccupare. In realtà si tratta del singhiozzo prenatale.
In realtà il feto, immerso nel liquido amniotico, non può respirare. Gli alveoli polmonari non funzionano ancora, eppure il movimento dei muscoli della gabbia toracica che consente al piccolo di allenarsi alla respirazione crea l'illusione del singhiozzo.
Il bambino, tramite questo meccanismo, comincia a maturare l'epitelio tracheo-bronchiale. Questa sorta di respirazione primitiva gli permette anche di capire e memorizzare il movimento da fare per espellere il latte quando, una volta nato, può andargli di traverso. Potrebbe anche voler dire che sussultando impedisce al liquido amniotico di entrare nei polmoni.
Per essere più precisi, non è il bambino che sceglie di provare tutte queste tecniche che gli torneranno utili una volta nato. In realtà, è la mamma che, mangiando troppo o facendo qualche movimento brusco, stimola automaticamente queste reazioni.
Il singhiozzo del feto è un bel massaggio e un modo dolcissimo con cui il bambino comunica con la sua mamma.
Fonte:
dolceattesa.com
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