Educare i bambini con i premi: pro e contro
A cura di: Redazione
Molte famiglie, e anche molte insegnanti, sono abituate a dare un premio ai bambini che si comportano bene. Si tratta di una decisione che nasce dal fatto che spesso i bambini tendono a fare esattamente il contrario di quanto richiedono gli adulti.
Per questo motivo, per riprendere in mano la situazione, alcuni genitori scelgono di premiare i figli a fine giornata se si comportano bene (succede anche a scuola).
V.M. Schiller e M.F. Schneider, autrici del libro "Ti meriti un premio! Strumenti positivi per l'educazione dei figli" hanno puntato l'attenzione su questa dinamica. Partendo dalla loro esperienza di madri hanno cercato di modificare, tramite prove ed errori, alcune dinamiche dei figli e si sono rese conto che è possibile ottenere risposte specifiche mettendo in atto un programma di gratificazione.
Il libro spiega che questo programma è un modo per dare ai figli la possibilità di spezzare lo schema oppositivo e di assumere un comportamento costruttivo. Il programma si basa sulla modificazione del comportamento in cambio di un premio.
Questo tipo di programma, però, non deve trasformarsi in una minaccia nei confronti dei figli per cui vanno evitate le frasi come "devi fare così perché altrimenti...". I rimproveri fanno male sia ai bambini che ai genitori. Se il costante si non li fa crescere correttamente, la stessa cosa vale per le punizioni frequenti.
I bambini sono i primi a non voler deludere gli adulti, ma è naturale che ogni tanto venga fuori il loro lato più ribelle.
Usando questi programmi di gratificazione bisogna riuscire a gestire le situazioni nel modo migliore, imparando ad usare i premi in modo corretto senza dare la possibilità ai figli di approfittarsene facendo i furbi.
Gli adulti devono educare i più piccoli, ovvero tirare fuori il meglio di loro.
Prima ancora dei premi è importante elaborare un programma, pensare a qualcosa che bambini e ragazzi siano in grado di poter fare in modo corretto e poi premiare i loro sforzi e la loro riuscita.
Le autrici del libro fanno riferimento ad alcuni principi che ogni programma di gratificazione dovrebbe avere:
Essere positivi: gli incentivi positivi sono efficaci per modificare i comportamenti mentre un trattamento negativo può danneggiare l'autostima dei bambini;
Essere coerenti: è importante essere sempre coerenti nel rinforzare il comportamento positivo;
Essere realistici: aspettarsi un cambiamento troppo grande potrebbe far sentire il bambino sopraffatto e innescare altri comportamenti negativi;
Essere premurosi: i bambini sono molto sensibili per cui bisogna sempre pensare alle loro emozioni. Se si nota che qualcosa non va è meglio evitare e smettere subito.
I premi non devono essere esagerati e costosi. Bisogna sempre ricordare che lo scopo non è il premio ma la modifica del comportamento. Si può pensare ad una gita che desiderano fare, ritardare qualche minuto la messa a letto, guardare un film fino a tardi. Non sono gli oggetti costosi a dimostrare l'affetto, ma spesso basta davvero poco per rendere felici i bambini.
Le richieste più frequenti riguardano una maggiore presenza nella loro vita, per conoscersi meglio, ascoltarsi e aprirsi.
Se si è in un ambiente scolastico i premi potrebbero essere un prolungamento della ricreazione, portare la classe a fare una passeggiata, organizzare un'uscita didattica.
La linea del dialogo e del confronto è molto importante per dare gli strumenti giusti in grado di rendere la persona migliore per se stessa e per gli altri.
Fonte:
pianetamamma.it
Leggi anche:
Come aiutare il bambino a rispettare le regole a scuola




